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In un precedente articolo abbiamo analizzato i fondi comuni d’investimento, in questo articolo ci soffermeremo sugli Exchanche Traded Funds, meglio conosciuti come ETF.

A differenza dei fondi comuni d’investimento che hanno una gestione attiva, gli ETF hanno una gestione passiva ovvero, non vi è un gestore che seleziona le azioni da inserire nel portafoglio investimenti, gli ETF inseriscono automaticamente tutti i titoli presenti sui mercati finanziari. L’andamento dell’ETF  prescelto è correlato a quello dell’indice di riferimento e si può affermare che replica il mercato sottostante

COME PUO’ ESSERE UN ETF?

Sostanzialmente abbiamo tre tipologie:

  • A REPLICA FISICA TOTALE: vengono acquistati tutti i titoli che compongono l’indice di riferimento
  • A REPLICA FISICA CAMPIONAMENTO: acquisto dei titoli più significativi che compongono l’indice
  • A REPLICA SINTETICA:non si comprano direttamente i titoli che compongono l’indice ma si stipula un contratto derivato con una banca d’affari per seguire l’indice di riferimento. In questo caso vi è il rischio controparte ovvero, che la banca con la quale si stipula il contratto derivato fallisca.

A COSA FARE ATTENZIONE QUANDO SI SELEZIONANO GLI ETF?

Per prima cosa è importante inserire in portafoglio ETF non piccoli, potrebbero esserci problemi relativi ai volumi di negoziazione e di scambio; la seconda cosa è quella di verificare la solidità dell’emittente; in terzo luogo è fondamentale selezionare gli ETF che siano a replica fisica ed infine va considerata l’età.

E’ sempre consigliato inserire in portafoglio un ETF che abbia già un po’ di anni di storica. Andando a selezionare un ETF con storico importante si può capire se questo nel tempo ha seguito con costanza l’andamento dell’indice di riferimento, se ha avuto problemi relativi alla liquidità e se sia stato solido.

LE DUE VARIANTI DI ETF

Esistono due varianti di ETF ossia:

  • ETF A DISTRIBUZIONE: distribuiscono al possessore i dividendi delle società che compongono il paniere di titoli del sottostant
  • ETF A ACCUMULAZIONE: reinvestono automaticamente i dividendi staccati dalle aziende nelle aziende stess

La scelta di una delle due tipologie dipende dagli obbiettivi di investimento del singolo. Se l’investitore vuole far investire il proprio capitale per farlo crescere il più possibile nel tempo è consigliato investire in ETF ad accumulo. Se invece l’investitore ha un capitale consolidato e vuole integrare il proprio reddito ha un senso acquistare ETF a distribuzione per prelevare i dividendi staccati.

COSTI DI GESTIONE

Una delle differenze fondamentali che distingue i fondi comuni d’investimento dagli ETF è che questi ultimi hanno costi di gestione molto bassi. Questo perché come abbiamo detto in precedenza la gestione è passiva. Gli ETF hanno costi di gestione  medi pari allo 0,50% l’anno e addirittura alcuni arrivano a costare lo 0,03%.

Un classico ETF che viene spesso menzionato è MSCI Wordl, è un ETF azionario che ha l’obbiettivo di replicare l’andamento degli indici mondiali e investe in tutto il mondo. Permette di avere piccole porzioni di tutte le società del mondo, diversifica in 1612 titoli a livello globale e in 23 paesi differenti con un costo di gestione dello 0,40% annuo.

Dopo aver visto in modo sintetico le principali caratteristiche e differenze tra fondi comuni d’investimento e ETF è corretto dire che in un’ottica di medio -lungo periodo conviene avere un approccio ibrido tra fondi e ETF con una prevalenza di questi ultimi nel portafoglio ma se l’investitore non è in grado di fare una selezione dei fondi ha più senso che compri esclusivamente ETF. Nel caso in cui ci fossero le competenze per la selezione dei fondi, potrebbe essere più conveniente acquistare qualche fondo in più piuttosto che ETF.

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